Il biopic su Michael Jackson trionfa al botteghino ma spuntano nuove accuse
I fratelli Cascio sul New York Times contro la popstar frequentata negli anni Ottanta
(di Alessandra Baldini) Michael vola al box office negli Usa e in Europa: il biopic di Antoine Fuqua su Michael Jackson segna il miglior debutto di sempre per un biopic musicale davanti a Bohemian Rhapsody del 2018 sui Queen. Nonostante le recensioni negative e le polemiche sull'autocensura che la regia si è imposta in extremis sulle accuse di abusi, il film sul re del pop co-prodotto dagli eredi Jackson ha incassato 217 milioni di dollari a livello globale, di cui 120,4 milioni di dollari provenienti da 82 mercati internazionali e 97 milioni di dollari in Nord America. Sarebbe il presupposto ideale per un secondo capitolo cinematografico, se non fosse per nuove accuse di pedofilia emerse nei giorni del debutto sulla stampa americana. Dopo averlo difeso per anni, quattro fratelli hanno accusato il cantante di adescamento e abusi sessuali su minori in una nuova azione legale. Aldo, Eddie, Dominic e Marie Nicole Cascio sono usciti allo scoperto sul New York Times contro la popstar, frequentata negli anni Ottanta quando Jacko soggiornava a New York all'Helmsey Palace, l'hotel di cui il padre Dominic Sr. era il manager. Un quinto fratello, Frank Cascio, non ha aderito alla causa per ragioni legali. Aldo, Eddie, Dominic e Marie Nicole hanno dichiarato al Times che Jackson li avrebbe manipolati affinché diventassero i suoi "soldati", pronti a difenderlo dalle accuse di altri, in quanto era "la più grande star del mondo". Per anni, prima e dopo la morte di Jackson, i Cascio avevano negato che il cantante avesse allungato le mani su di loro. "Siamo stati plagiati", ha dichiarato ora Eddie nell'intervista. "Siamo stati manipolati. Ci aveva fatto sentire come se fosse tutto: un amico, un padre, ogni forma di supporto emotivo. E lo era". Alcuni dei Cascio affermano di essersi resi conto in passato di essere vittime di abusi, ma di essersi sentiti "troppo sopraffatti" dalla sua celebrità e dalle sue dimostrazioni di affetto per parlarne pubblicamente. Gli altri hanno dichiarato Times di non aver compreso pienamente la realtà della situazione fino all'uscita del documentario Hbo del 2019 Leaving Neverland in cui due uomini accusavano Jackson di abusi quando erano minorenni. Vedere quanto quel racconto "coincidesse" con le proprie esperienze li aveva improvvisamente "deprogrammati", hanno detto al giornale. I Cascio affermano inoltre che, dopo l'uscita del documentario e dopo aver presentato una prima causa contro gli eredi del cantante, sarebbero stati contattati per arrivare a "un equo risarcimento per le sofferenze causate dal cantante". I fratelli nel 2020 avevano raggiunto un accordo da 16 milioni di dollari distribuiti nell'arco di un quinquennio, terminato il quale i Cascio hanno chiesto di più e la disputa legale privata a quel punto è diventata pubblica.
H.Raes--JdB