Rosso come Valentino, uno stile dallo chic assoluto
'Innovazione, bellezza e glamour' sono la sua eredità
(di Gioia Giudici) Se Armani era re Giorgio, Valentino era l'ultimo imperatore della moda, come veniva chiamato con rispetto e ammirazione. Un tributo a uno stile dallo chic assoluto che Garavani non ha portato solo sulle passerelle e sotto i riflettori, ma su cui ha costruito una vita intera. Una vita legata da un filo colorato, quel punto di rosso che, come accade solo a pochi grandissimi, porta il suo nome, il rosso Valentino. Un pigmento puro e privo di qualsiasi altra sfumatura che sembra emanare luce, illuminando chi lo indossa. Una tonalità elegante e regale, nata da un ricordo vivido inciso nella mente di Valentino durante la sua giovinezza, un momento all'opera di Barcellona, dove un'anziana signora adornata con un vestito di velluto rosso gli lasciò un'impressione indelebile", ispirando la creazione del suo colore caratteristico. "Il rosso è un colore che mi riporta alla mia gioventù" diceva il grande couturier, che introdusse la tonalità poi diventata la sua 'signature' già nella collezione inaugurale nel 1959. Da allora il rosso rimase come una presenza costante, sinonimo del suo lavoro. Un trademark cui nel tempo si sono aggiunti simboli di riconoscibilità come la V del suo nome, usata per stampe e accessori come la cintura che sfoggiava spesso Jackie Kennedy, una della tante celebrità legata non solo allo stile di Valentino ma allo stesso couturier, molto amato dal jet set internazionale fin dagli anni Sessanta per il suo glamour assoluto. Da Liz Taylor a Marella Agnelli, da Sophia Loren a Anne Hathaway, da Uma Thurman a Gwyneth Paltrow, le protagoniste di ieri e di oggi non erano solo sue estimatrici, ma amiche, parte di un mondo fatto di glamour ed eleganza esclusiva. "Amo la bellezza, non è colpa mia" amava ripetere l'ultimo dei grandi couturier che hanno reso celebre l'Italia nel mondo con sfilate che sono rimaste nella storia della moda, come la mitica Collezione Bianca del 1968, e per cui hanno sfilato top come Cindy Crawford, Claudia Schiffer e Carla Bruni. Un'eredità di stile che, dopo essersi ritirato nel 2007, Valentino ha convogliato nella fondazione che porta il suo nome e quello di Giancarlo Giammetti. Una legacy inaugurata proprio nel segno del rosso con Orizzonti/Rosso, la mostra che ha messo a confronto il Rosso Valentino e quello di artisti come Andy Warhol, Jeff Koons, Francis Bacon, Basquiat, Damien Hirst, Pablo Picasso, Mark Rothko, Alberto Burri e Lucio Fontana. Uno sguardo al passato già lucidamente proiettato al futuro, all'eredità di stile e pensiero da lasciare a chi verrà. "Dopo di me? il diluvio!" era una delle sue frasi preferite, ma ricevendo il British Fashion Council's Outstanding Achievement Awards nel 2023 aveva detto: "Spero di continuare a ispirare le future generazioni di designer a sfidare le norme convenzionali e abbracciare con tutto il cuore innovazione, bellezza e glamour". Quello che lui ha fatto per cinquant'anni, lasciando il suo inconfondibile segno, ovviamente rosso, attraverso epoche, culture, generazioni e linguaggi diversi.
W.Lievens--JdB
