Da Qasimi l'abito diventa il custode di tracce del passato
In passerella stratificazioni emotive e la collaborazione con l'artista Dala Nasser
"La collezione Autunno/Inverno 2026 indaga il modo in cui la memoria abita gli abiti. Ogni capo si fa custode di tracce del passato, di gesti di riparazione e di quei rituali silenziosi attraverso cui proteggiamo ciò che amiamo": cosi la sceicca Hoor Al-Qasimi, ultimogenita dei sei figli dello sceicco dell'emirato di Sharjah, presenta 'Memory and the House of Remembrance', la collezione Autunno/Inverno 2026 del suo brand Qasimi, che ha sfilato oggi alla Milano Fashion Week. In passerella elementi casual dialogano con il tailoring: camicie plissettate e pantaloni ampi si affiancano a giacche in denim con zip e capispalla pieni di tasche, mentre tessuti check declinati in tonalità naturali danno forma a suit coordinati o a cappe strutturate. Le sovrapposizioni - spiega la designer, che presiede la Sharjah Art Foundation e quest'anno è la curatrice della Biennale di Sydney - rafforzano un senso di protezione e rimandano a un concetto più astratto di stratificazione emotiva, intesa come accumulo di esperienze personali. Allo stesso modo, la maglieria è attraversata da interventi di rattoppo e rammendo, gesti che diventano simbolo di continuità e riparazione, mentre la forma diventa rifugio attraverso mantelle, sciarpe e colli alti. Grazie alla collaborazione con l'artista libanese Dala Nasser, entrano in collezione pratiche di tintura naturale, mentre bordi grezzi e fili lasciati liberi evocano le opere dell'artista. "Questa collaborazione - spiega Nasser - è diventata un'esplorazione dei luoghi e dei processi della memoria attraverso la mia pratica artistica. Ho coinvolto gli studenti dell'Università di Sharjah, che hanno lavorato con la tecnica del frottage ricreando le superfici di alcuni monumenti storici della città". Così l'abbigliamento non è più solo qualcosa da indossare, ma anche da ricordare, conservare e custodire.
O.Meyer--JdB