Us Open: Shelton e la dedica alla nonna 'in finale grazie a lei'
Scomparsa lo scorso marzo 'ha fatto tanti sacrifici per sostenere tutti'
Ben Shelton ha dedicato la vittoria che lo ha portato in finale agli Us Open alla nonna Regina. "Senza di lei non sarei qui. Questa vittoria è per lei", ha detto il 23enne della Florida che ha battuto il connazionale Frances Tiafoe all'Arthur Ashe. "È un'emozione enorme. Mio padre e mia madre hanno fatto tanti sacrifici perché io potessi arrivare fin qui oggi. Mio padre ha perso sua madre all'inizio di quest'anno, ed è grazie a lei che lui ha potuto giocare a tennis. Senza di lei, oggi Ben Shelton non sarebbe qui", ha detto lo statunitense nell'intervista dopo-partita. La nonna di Shelton è morta a marzo a 90 anni. Bryan, il papà e allenatore di Ben, ex tennista professionista, ha spiegato il retroscena andando indietro all'Alabama degli anni Ottanta: "Mia madre ha dato ai figli la possibilità di fare ciò che amavano. Io, fin da piccolo, avevo la passione per il tennis e lei mi ha sostenuto. Il problema erano i soldi, e fu lei a trovare il modo di superarlo. Mio padre fece la sua parte, anche se con qualche esitazione perché eravamo una famiglia della fascia medio-bassa e non avevamo i soldi per permettermi di praticare questo sport ad alto livello. Il tennis costa tantissimo. Mia madre fece i sacrifici necessari perché potessi farcela" ha raccontato Bryan Shelton, orgoglioso del risultato raggiunto dal figlio. Per coincidenza anche l'avversario di Ben in finale è allenato dal padre: Alexander Zverev Sr. ex tennista professionista russo, ha gareggiato per conto dell'Unione Sovietica prima di trasferirsi con la famiglia in Germania nel 1991, l'anno del crollo dell'Urss. Shelton proverà a diventare il primo americano a vincere gli Us Open dai tempi di Andy Roddick nel 2003, ma ha già interrotto un digiuno ancora più lungo: è il primo afroamericano a raggiungere la finale maschile del torneo dai tempi di Arthur Ashe nel 1972.
R.Cornelis--JdB