Journal De Bruxelles - Su salute mentale 138 mila post in 6 mesi sui social, trionfa l'ansia

Su salute mentale 138 mila post in 6 mesi sui social, trionfa l'ansia

Su salute mentale 138 mila post in 6 mesi sui social, trionfa l'ansia

Nei telegiornali copre solo l'1,8% delle notizie, con 7 servizi su 10 legati alla cronaca

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Oltre 138 mila post sulla salute mentale pubblicati nei primi sei mesi del 2026, tra narrazioni personali e divulgazione. Sui social la parola chiave "ansia" compare 37 mila volte, tredici volte più di "depressione". Nello stesso periodo, invece, nei principali telegiornali italiani le notizie sul tema erano appena l'1,8% del totale dei servizi e, in genere, erano legate a fatti di cronaca. I dati emergono dall'indagine "Media, linguaggio e salute mentale", realizzata dall'Osservatorio di Pavia in collaborazione con l'Associazione Civita, i cui risultati completi saranno presentati in occasione della V edizione di Ro.Mens, il festival organizzato dal Dipartimento di Salute Mentale della Asl Roma 2. Dal primo gennaio al 30 giugno 2026, il volume dei post pertinenti, che riguardano anche disturbi alimentari, problemi di attenzione e neurodivergenze, si è mantenuto stabile tra i 21 mila e i 26 mila al mese. Un solo post realizzato da uno psicologo content creator ha sfiorato un milione di "like" su Instagram. Nello stesso periodo, l'analisi dei telegiornali di prima serata delle reti generaliste ha preso in esame 21.442 notizie: soltanto 389 hanno riguardato la salute mentale, appena l'1,8% del totale. E in sette servizi su dieci il tema era legato a problemi di ordine pubblico e sicurezza, come nel noto caso di Modena. Le interviste ai professionisti sanitari rappresentano invece il 12,6% dei contenuti andati in onda. Influencer e creator conquistano così lo spazio lasciato libero dall'informazione tradizionale. Emergono diagnosi a distanza, semplificazioni e pratiche prive di basi scientifiche. "Non possiamo affidare agli algoritmi e all'iniziativa dei singoli il racconto della salute mentale: servizi, istituzioni e informazione - commentano Massimo Cozza, direttore del Dipartimento di Salute Mentale della Asl Roma 2, e Paola Barretta, coordinatrice del gruppo di ricerca dell'Osservatorio di Pavia - devono imparare a raggiungere giovani e famiglie, con un lessico rispettoso e informato, contrastando stigma e disinformazione".

F.Dubois--JdB