Journal De Bruxelles - Protesta contro la legge sulla proprietà davanti al Parlamento argentino, scontri

Protesta contro la legge sulla proprietà davanti al Parlamento argentino, scontri
Protesta contro la legge sulla proprietà davanti al Parlamento argentino, scontri

Protesta contro la legge sulla proprietà davanti al Parlamento argentino, scontri

La polizia usa gas e idranti, feriti due agenti mentre continua la discussione in Senato

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Almeno due agenti feriti e un arresto hanno caratterizzato a Buenos Aires la manifestazione contro la legge sull'inviolabilità della proprietà privata davanti al Parlamento argentino. Gli scontri sono iniziati quando alcuni manifestanti hanno abbattuto una delle transenne di sicurezza, provocando l'intervento delle forze dell'ordine con gas lacrimogeni e camion idranti. La protesta, convocata da organizzazioni sociali, sindacati, gruppi culturali e settori dell'opposizione, è proseguita nonostante il governo del presidente Javier Milei avesse ritirato il capitolo più contestato del progetto, quello relativo alle modifiche alla legge sulle terre e all'acquisto di terreni rurali da parte di capitali stranieri. Secondo fonti della sicurezza, un agente della prefettura è stato medicato sul posto e un gendarme è stato ricoverato dopo essere stato colpito alla testa da una pietra. Le forze dell'ordine hanno inoltre riferito di un arresto. Gli scontri sono ancora in corso nelle strade attorno al Parlamento, dove gruppi di manifestanti continuano a fronteggiarsi con le forze di sicurezza, che hanno fatto ricorso a gas lacrimogeni e idranti per disperdere la folla. Alla manifestazione ha partecipato anche il governatore della provincia di Buenos Aires, Axel Kicillof, che ha criticato il progetto di legge, mentre i manifestanti accusano l'iniziativa di mettere a rischio la sovranità nazionale sulle risorse strategiche. L'esecutivo la difende come parte del programma di apertura economica e il Senato argentino la sta discutendo in una sessione prevista particolarmente lunga dopo diversi scontri politici e un tentativo fallito del Partito peronista di far mancare il quorum e interrompere i lavori.

R.Michel--JdB