Midterm Usa, borse europee positive mentre arretrano tech e dollaro
I mercati hanno reagito al nuovo equilibrio politico statunitense con rialzi in Europa, debolezza del comparto tecnologico e maggiore domanda di beni rifugio.
I mercati hanno reagito al nuovo equilibrio politico statunitense con rialzi in Europa, debolezza del comparto tecnologico e maggiore domanda di beni rifugio.
La vittoria dei Democratici alle elezioni di medio termine negli Stati Uniti rimodella gli equilibri politici di Washington e innesca un profondo «riprezzamento del rischio» sulle piazze finanziarie globali. Con la conquista simultanea di Camera e Senato - uno scenario di controllo totale del Congresso da parte dei Dem che non si verificava dal primo biennio della presidenza Biden - i mercati finanziari hanno registrato nella notte un'immediata fiammata di avversione al rischio, per poi stabilizzarsi puntando sul probabile freno alla spesa pubblica che la nuova maggioranza eserciterà sulla Casa Bianca. A fare da apripista alle vendite è stata la Borsa di Tokyo, dove il Nikkei è arrivato a perdere fino al 4,8% nelle prime ore, prima di ridurre il calo a -1,4% in chiusura.
La scossa è stata registrata in apertura dalle Borse europee che si muovono con cautela: a Milano Piazza Affari guadagna oltre l'1%, Parigi e Francoforte sono allineate a +0,3%, mentre Francoforte è sulla parità. Effetto positivo sui titoli di Stato con lo spread tra Btp e Bund che scende a 112 punti base. Come evidenzia da Deutsche Bank, l'elemento chiave per gli investitori risiede nel bavaglio che il Congresso metterà alla spinta fiscale dell'amministrazione Trump.
Ogni pacchetto di spesa e l'innalzamento del tetto del debito dovrà passare dal vaglio dei Democratici, che al Senato hanno la maggioranza assoluta. E proprio il Senato, anche, avrà il potere di blocco sulle nomine chiave del Gabinetto, dei giudici della Corte Suprema e soprattutto dei Governatori della Federal Reserve. La prospettiva di uno stallo legislativo ha quindi invertito le aspettative sui tassi e sul debito americano: svanito il rischio di un boom incontrollato del deficit (già al 6,2% del Pil con interessi sul debito per 1.
100 miliardi l'anno), i rendimenti dei titoli di Stato americani sono scesi lungo la curva (il 2 anni perde 3,5 punti base al 4,60%, il 10 anni cede circa 3 punti base al 4,94%), mentre il dollaro arretra dello 0,40% nei confronti dell'euro (a 1,1229) e dello yen. Uno scenario che permette agli investitori su una Fed più accomodante per la primavera 2027. Sui listini azionari, l'impatto principale colpisce il settore della tecnologia e dell'intelligenza artificiale, spaventato dalla prospettiva di regolamentazioni più rigide sui dati e sull'antitrust.
I future sul Nasdaq 100 accusano un ribasso dello 0,5%, mentre quelli sull'S&P 500 cedono lo 0,4%, dimezzando comunque le perdite rispetto ai minimi della notte (-1%). A contenere il calo dei tecnologici contribuiscono i risultati trimestrali superiori alle attese di colossi come Amd e Super Micro Computer, che hanno consentito all'indice sudcoreano Kospi di azzerare un crollo iniziale del 4% per chiudere a +0,6%. Sul fronte delle materie prime, l'oro si conferma il primo rifugio di fronte all'incertezza regolatoria, schizzando del 2,3% e superando quota 4.
020 dollari l'oncia (4. 021 dollari il prezzo spot). Al contempo, le tensioni sul settore energetico riflettono la flessione del greggio (Brent a 103,60 dollari al barile, -1,1%) sulla scia di segnali di riapertura dei canali diplomatici tra Stati Uniti e Iran.
M.F.Schmitz--JdB