Melinda chiude il 25/26 con il liquidato ai soci più alto della sua storia
Fatturato lordo di circa 390 milioni di euro, ai soci oltre 220 milioni di euro
Melinda, il Consorzio che riunisce le cooperative frutticole trentine della Val di Non e della Val di Sole, chiude la campagna commerciale 2025/26 con il liquidato ai soci più alto della propria storia. Il Cda ha presentato i dati in vista dell'assemblea di novembre, sottolineando come il risultato sia maturato in un contesto di profonda incertezza. A fronte di un raccolto di mele 2025 pari a oltre 410.000 tonnellate, circa il 10% in più rispetto all'anno precedente, la campagna commerciale ha generato un fatturato lordo di circa 390 milioni di euro. Il liquidato ai soci ha superato i 220 milioni di euro. "È un risultato che ci dà soddisfazione perché premia il lavoro dei soci, delle cooperative e di tutto il personale, a cui va il nostro sincero ringraziamento, ma va letto dentro un contesto molto complesso, caratterizzato da una profonda incertezza", sottolinea il presidente del Consorzio Melinda, Ernesto Seppi. Accanto ai mercati, Melinda richiama l'attenzione su un altro tema destinato a diventare sempre più strategico per l'agricoltura: la disponibilità di acqua. Secondo Ispra, nel 2022 la disponibilità annua di risorsa idrica in Italia è scesa a circa 67 miliardi di metri cubi, il valore più basso mai registrato dal 1951 e inferiore di circa il 50% rispetto alla media del trentennio di riferimento. Anche il Trentino mostra segnali che richiedono attenzione. Secondo le rilevazioni di Meteotrentino, la primavera 2026 è stata tra le più calde e siccitose degli ultimi decenni. Per il Consorzio, il tema riguarda tanto l'irrigazione nei periodi di siccità quanto la possibilità di alimentare gli impianti antibrina, fondamentali per proteggere le fioriture dalle gelate primaverili. Alla disponibilità idrica si affianca poi la questione della difesa fitosanitaria, con problemi come cimice asiatica e scopazzi del melo che continuano a incidere direttamente sul lavoro e sulla redditività delle aziende. A legare la gestione dell'acqua e la difesa dai patogeni delle colture è il cambiamento climatico che rende più incerta la disponibilità idrica e favorisce, al tempo stesso, la diffusione delle fitopatie.
E.Carlier--JdB