Iran, Palestina e Libano al centro del festival Middle East Now
Proiezioni di 33 film e documentari, ma anche mostre e talk sui temi della geopolitica
Un programma di 33 film e documentari, con focus su Iran, Palestina e Libano, ma anche mostre e progetti artistici, talk sui temi della geopolitica, performance e progetti pensati per favorire il dialogo interculturale. Il festival Middle East Now torna a Firenze dal 6 all'11 ottobre nei cinema La Compagnia e Astra e in altre sedi in città. Organizzata dall'associazione Map of Creation con la direzione artistica di Lisa Chiari e Roberto Ruta, la 17esima edizione ha scelto 'Radical Movements' come tema della rassegna: l'immaginazione artistica che si fa azione e reazione di fronte all'instabilità del presente. L'apertura e la chiusura del festival sono affidate all'Iran e alla resistenza femminile. Il 6 ottobre si apre con il documentario 'A Fox Under a Pink Moon' di Mehrdad Oskouei e Soraya Akhalaghi, che propone cinque anni di riprese con il cellulare della protagonista in fuga da un matrimonio violento. Chiude il programma l'anteprima mondiale del film 'Women of Revolution', in cui la regista Mina Akbari, ospite del festival, ripercorre quarant'anni di battaglie per i diritti delle donne in Iran. Alla Palestina è dedicato 'Palestine Comedy Club' di A. Aliabdallah in cui sei comici palestinesi, divisi da muri, checkpoint e passaporti diversi, decidono di sfidare l'assurdo e partono per una tournée provocatoria ed esilarante tra la Palestina e Israele. Anteprima italiana per 'House of Hope' della regista Marjolein Busstra, un viaggio dentro un sistema scolastico virtuoso in Cisgiordania. Il focus dedicato al Libano propone in anteprima assoluta 'The Silence of the Plain', storia personale della regista Zeina Sfeir, che sarà presente in sala, sulla crescita all'ombra della guerra e della paura. Altri documentari provengono da Afghanistan, Egitto, Iraq e Siria. Tra gli eventi collaterali spicca la mostra collettiva 'What mores us' che, dal 9 al 31 ottobre alla Street Levels Gallery, raccoglie le fotografie di Erdem Varol (Turchia), Skander Khlif (Tunisia) e Ebrahim Bahaa-Eldin (Egitto) per raccontare come si costruisce oggi il senso di appartenenza a un luogo, tra territori urbani e rurali.
D.Verstraete--JdB