Dopo il flop Galliano, strali su Anna Wintour e sul Gala
'Cancellatelo', e stavolta la regina della moda rischia la corona
(di Alessandra Baldini) La cancellazione della mostra del Met su John Galliano potrebbe non bastare al mondo della cultura e della moda di New York: dopo il clamoroso flop che, a sette mesi dall'inaugurazione, ha privato uno dei più importanti musei del mondo del suo blockbuster di inizio maggio, gli strali si sono puntati sulla 'madrina' dell'iniziativa, l'ex direttrice di Vogue Anna Wintour. Col ruolo di regina della moda della responsabile dei content globali di Condé Nast, potrebbe essere adesso a rischio il gala su cui, da 31 anni ogni primo lunedì di maggio, Wintour fa il bello e il cattivo tempo: evento spesso paragonato quanto a glamour al red carpet degli Oscar, da sette decenni la festa rappresenta l'unica fonte di finanziamento del Costume Institute, ma ora, alla luce delle polemiche, rischia un'imbarazzante battuta d'arresto. Più di una voce si è levata nelle ultime ore per la cancellazione del gala, criticato in passato come una passerella per ricchi e famosi e già quest'anno osteggiato per aver accettato la sponsorizzazione del boss di Amazon Jeff Bezos e della sua seconda consorte Lauren Sanchez. Ufficialmente non è ancora successo nulla - la festa è ancora fissata al primo lunedì di maggio - ma a detta della premio Pulitzer Robin Givhan, ex fashion editor del Washington Post e oggi ospite sulla pagina degli editoriali del New York Times, quello è l'appuntamento che avrebbe dovuto essere cancellato, non la rassegna sul controverso stilista, per evitare che l'esame di un capitolo oscuro nella storia della moda (e in particolare l'antisemitismo del designer che nel 2011 fu messo all'indice da Dior) si potesse trasformare da analisi critica in celebrazione. Alleata da sempre di Galliano, Wintour lo aveva difeso fino all'ultimo quando era caduto in disgrazia. "Possibile che la lealtà verso un amico talentuoso ma problematico le abbia annebbiato il giudizio da farle credere di poter semplicemente cancellare con un colpo di spugna il passato?", si è chiesta Givhan a cui ha fatto eco, sempre sul Times, il columnist Bret Stephens, che a sua volta ha ipotizzato che il Met abbia "cancellato il fashionista sbagliato". Sopravvissuta a rivali come Graydon Carter e Tina Brown, secondo l'Hollywood Reporter Anna Wintour potrebbe aver fatto un clamoroso passo falso dalle potenziali ulteriori ripercussioni. A Condé Nast, dove dipendenti dietro le quinte si sono detti "mortificati" per il coinvolgimento del brand nello scandalo, la 'regina Anna' aveva superato in passato altre tempeste culturali, come quando nel 2020 si scusò per aver emarginato i dipendenti di colore di Vogue, e anche allora, gli osservatori più maliziosi del mondo della moda si chiesero se sarebbe sopravvissuta allo scandalo. Stavolta basteranno le scuse?
K.Laurent--JdB