Realtà distopica, al Man di Nuoro una nuova fiducia nel domani
In 'Futurama' l'invito a recuperare l'entusiasmo che animò il Novecento
(di Luiano Fioramonti) Che fine ha fatto l' idea di un futuro ordinato, senza conflitti e animato dalla fiducia che si impose dal secondo dopoguerra rispetto a un tempo presente tormentato da epidemie, clima impazzito, catastrofi ambientali, crisi economiche, guerre nuove e sempre più sanguinose? E' il dilemma sul quale chiama a interrogarsi la mostra ''Futurama, Nostalgia di Futuro'', curata da Chiara Gatti ed Elisabetta Masala, che il Man di Nuoro propone fino al 15 novembre. Il titolo si ispira alla celebre esposizione organizzata da General Motors alla New York World's Fair del 1939, un evento che offrì a milioni di visitatori una visione idealizzata dell'America del domani, positiva, luminosa, di prosperità economica e di controllo del mondo. Quella speranza si tradusse in una estetica diffusa su quello che sarebbe successo che attraversò ogni ambito della cultura visiva, dall'arte al design, all'architettura e alla moda. I fatti hanno dimostrato che non è andata così e le crepe di quello scenario ottimistico sono oggi sempre più evidenti. Ecco, quindi, perché in una realtà che prefigura scenari apocalittici trova spazio la 'nostalgia di futuro'', la capacità di guardare avanti con ottimismo verso il cambiamento che il Novecento aveva veicolato grazie alla crescita economica, alle conquiste scientifiche e i progressi tecnologici, la corsa verso lo spazio, l'automazione industriale e la nascita dell'informatica. ''Questa mostra suggerisce di ripensare a quell' entusiasmo per creare una nuova prospettiva - dice all' ANSA Chiara Gatti, direttrice del Museo -. Cerchiamo di cambiare il paradigma, di trovare un modo di invertire la rotta ispirandoci a come era stato pensato il futuro allora. E' difficile oggi immaginarlo sullo sfondo di pandemie, guerre, disastri ambientali e cambiamento climatico. Ma il compito dell'arte è scuotere le coscienze e cercare di interpretare i tempi per dare nuovi indirizzi. Tentare di aprire gli occhi su questo scenario e dire: ci siamo entusiasmati una volta, proviamo a recuperare quello spirito. Dopo l' ultima missione sulla Luna c' è stato un sussulto, un po' di quello entusiamo era riapparso per cui è ancora possibile costruire nuovi sogni e nuovi desideri''. Futurama è l'ultimo capitolo di una trilogia cominciata con Sensorama, sulla percezione come struttura cognitiva, e Diorama, sulle nuove ecologie post-naturali e il ripensamento del legame tra umano e non umano. E' la chiusura di un cerchio? ''Sono molto contenta di questo percorso perchè qualche giorno fa un visitatore mi ha detto: 'Con queste tre mostre ho capito l' arte contemporanea'. Sono stati tre punti di vista di vista sui temi di attualità, le neuroscienze, il rapporto con la natura e ora il ripensamento del futuro all' interno di una ricostruzione sociopolitica, che parte dagli anni della guerra fredda e del boom economico riportando l' arte contemporanea al suo valore di narrazione e di interpretazione. Attraversando le sale il visitatore entra in contatto con opere contemporanee che gli parlano di qualcosa che lui conosce e tocca con mano, un grande amarcord di quegli anni e allora si capisce bene come l' arte contemporanea diventi interprete di quel sentimento''. In mostra opere di tanti artisti - da Sergio Lombardo, a Giulio Turcato, Lucio Fontana, Enrico Baj - realizzate anche con nuovi materiali industriali e secondo nuove concezioni dello spazio. Il design e l'architettura concepirono ambienti modulari e superfici dinamiche, mentre la moda incorporò linee geometriche, tagli astratti, in dialogo diretto con la ricerca artistica. Il percorso espositivo si snoda anche attraverso oggetti cult del design anni Sessanta e racconta come . la fantascienza abbia popolato l'immaginario collettivo di robot, viaggi interplanetari e società ipertecnologiche. Anche la cultura popolare giocò un ruolo decisivo, dai primi robot giocattolo giapponesi degli anni Cinquanta alle collane di narrativa su un futuro come spazio di avventura, scoperta e possibilità illimitate testimoniata dalla selezione di titoli di Urania, proveniente dalla Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, alle installazioni video di titoli sulla corsa allo spazio.
T.Moens--JdB
