Inferno, all'Opera di Roma l'abisso sonoro di Lucia Ronchetti
Dal 19 febbraio con un epilogo originale firmato Tiziano Scarpa
"Ho immaginato Inferno come una successione di paesaggi sonori evocati da Dante, cangianti, metamorfici e apocalittici, seguendo la forma a spirale del suo viaggio verso il centro della terra". Così Lucia Ronchetti, compositrice tra le più apprezzate della scena contemporanea, descrive 'Inferno' che dal 19 febbraio al 7 marzo arriva al Teatro dell'Opera di Roma nella prima esecuzione assoluta della versione italiana dopo il debutto a Francoforte nel 2021 in lingua tedesca e in forma semi-scenica. "La partitura - spiega la musicista - si genera dal linguaggio stesso di Dante, dalla sua capacità di creare un'estasi narrativa insieme a una consapevolezza profonda delle tenebre che circondano ogni tentativo di conoscenza". Ronchetti torna per la seconda volta a lavorare con l'Opera di Roma: nel 2018 alle Terme di Diocleziano il debutto assoluto della versione italiana de Le avventure di Pinocchio, commissionata dopo il successo dell'originale francese. La nuova produzione del lavoro commissionato dal lirico capitolino è firmata dal regista David Hermann. La direzione dell'opera, ispirata alla prima cantica della Commedia di Dante Alighieri con un epilogo originale di Tiziano Scarpa (Premio Strega nel 2009 con il romanzo Stabat Mater), è affidata a Tito Ceccherini, sul podio anche nella prima assoluta a Francoforte. "Rispetto alla versione originale - spiega il direttore - quello che mettiamo in scena a Roma si distingue sotto diversi aspetti. In Germania si trattava di uno spettacolo di teatro, ibrido anche in senso linguistico: i testi venivano recitati in tedesco e cantati in italiano. La scelta è stata di tornare al testo originale, quindi è tutto in italiano ed è tutto Dante, con l'eccezione molto particolare e molto importante del testo finale scritto da Scarpa apposta per questo spettacolo e che impersona o esprime la figura di Lucifero che nell'Inferno dantesco non ha un testo suo, non parla". Ceccherini guida l'Orchestra del Teatro dell'Opera di Roma, l'Ensemble Neue Vocalsolisten (voce interiore di Dante), il soprano Laura Catrani (Francesca da Rimini), il tenore Leonardo Cortellazzi (Ulisse) e il basso Andreas Fischer (Lucifero). All'attore Tommaso Ragno è affidato il ruolo di Dante. Maestro del Coro dell'Opera di Roma Ciro Visco. Le scene sono di Jo Schramm, le luci di Fabrice Kebour, drammaturga Mareike Wink. I costumi di Maria Grazia Chiuri. che imprime allo spettacolo un segno visivo contemporaneo attraverso un'estetica che rielabora codici dello sportswear e del quotidiano. Per il regista David Hermann, all'esordio in Italia, Inferno di Lucia Ronchetti si dispiega come un paesaggio sonoro composto da brevi e intensi mondi musicali, formando un labirinto che conduce inesorabilmente verso l'abisso. "Seguiamo un uomo nel suo viaggio attraverso un mondo che inizialmente appare familiare e intatto - dice -. Eppure, sotto la superficie, le fratture dell'inferno cominciano a emergere, facendosi via via più violente. Quanto profondamente l'inferno è intrecciato con il nostro stesso mondo? Nel confronto finale con Lucifero, questa discesa culmina in una svolta inattesa, là dove sembrava possibile soltanto l'oscurità". Il regista, che al Costanzi firmerà anche Ariadne auf Naxos (dall'1 al 10 marzo), interpreta in chiave moderna il capolavoro dantesco e colloca la narrazione in uno spazio cupo e desolante, fatto di stanze contemporanee abitate dai penitenti. Il viaggio infernale si trasforma in un'esplorazione della psiche umana, restituendo al pubblico un Inferno più mentale che narrativo, immersivo e inquieto. Dopo la prima rappresentazione, in diretta alle 20.00 anche su Radio3, sono previste quattro repliche.
E.Heinen--JdB