Verso un digitale green grazie a computer che non perdono dati
Parte il progetto europeo E-Core guidato dall'Università di Bologna
La strada per un digitale più sostenibile, che consumi meno energia, passa per computer basati su un sistema di calcolo del tutto nuovo, capace di non perdere nessuna informazione. Sviluppare tale sistema, chiamato 'computazione reversibile', è l'obiettivo del progetto europeo E-Core, guidato dall'Italia con l'Università di Bologna. Il progetto, della durata di quattro anni, vedrà collaborare sette partner europei, tra università e centri di ricerca, e finanzierà anche la formazione di tredici dottorandi, che diventeranno gli esperti del futuro. "La computazione reversibile ha le potenzialità di rivoluzionare il consumo energetico dei sistemi informatici - afferma Ivan Lanese dell'Ateneo bolognese, coordinatore del progetto - ma tale potenzialità potrà essere sfruttata solo ripensando i sistemi digitali a tutti i livelli, dai circuiti alle applicazioni. E-Core vuole dare inizio a questa rivoluzione - prosegue il ricercatore - e formare esperti in grado di realizzarla: una sfida affascinante per il futuro dell'Europa digitale". A computer, server e altre infrastrutture digitali si deve il 10% circa del consumo energetico globale, una percentuale destinata ad aumentare con la diffusione di sistemi come l'Intelligenza Artificiale. Parte di questo consumo si deve al modo con il quale funzionano i sistemi di calcolo tradizionali: nel corso di ogni operazione, vengono infatti cancellate informazioni non più necessarie, e questo passaggio consuma energia. La computazione reversibile rappresenta ad oggi l'unica strada conosciuta per aggirare tale limite: mentre i sistemi tradizionali perdono continuamente informazione, quelli reversibili non ne perdono affatto. Tuttavia, la computazione reversibile non è ancora sufficientemente sviluppata per un impiego su scala industriale, ed E-Core punta, dunque, a colmare il divario tra teoria e applicazione.
W.Lievens--JdB