Abodi, disagio giovani va ascoltato ma futuro non si costruisce distruggendo
Il ministro: 'La stragrande maggioranza dei ragazzi lo sa'
"Ho sempre sostenuto che il disagio dei giovani vada ascoltato, compreso e affrontato, mai trascurato e liquidato con qualche frase di circostanza. Ma non si può costruire un futuro migliore saccheggiando, distruggendo, minacciando e attentando alla vita altrui". Andrea Abodi, ministro per i giovani oltre che per lo sport, racconta all'ANSA della sua preoccupazione per quello che sta succedendo in questi giorni, con le proteste in diverse città italiane, che sconfinano in violenza e vandalismi. La valutazione di Abodi spazia dalla necessità di ascolto al rispetto della legalità. "Sono convinto che la delega ai Giovani che mi è stata affidata dal presidente del consiglio, Giorgia Meloni, abbia nell'ascolto una delle principali premesse all'attuazione di norme e provvedimenti a loro dedicati - dice il ministro - Abbiamo il compito e il dovere di continuare a intercettare le ragioni di quei giovani che si sentono distanti dalle istituzioni, offrendo risposte concrete e opportunità per creare le condizioni perché ciascuno possa costruire il proprio futuro, possa ritrovare e alimentare la fiducia in sé stesso, nelle istituzioni e nei giorni che verranno". Le violenze di queste ore sono però inaccettabili e non rappresentano la via per i giovani. "Non si può costruire un futuro migliore saccheggiando, distruggendo, minacciando e attentando alla vita altrui - puntualizza Abodi -. Gente senza volto e senza scrupoli, che scende in piazza per pronunciare slogan ideologici, spesso strumentalizzati e poi "mollati" a cose fatte. E quando si superano certi limiti, si calpestano i diritti degli altri, della stragrande maggioranza dei cittadini. Il dialogo non significa giustificare tutto, così come la fermezza non significa rinunciare all'ascolto: sono due responsabilità che devono procedere insieme". "In questi quattro anni ho incontrato decine di migliaia di giovani ovunque - la conclusione del ministro - a partire da luoghi del disagio. Li ho ascoltati facendo tesoro dell'ascolto, ho dialogato con loro raccontando le cose che stiamo realizzando e rispondendo alle loro domande. Questi sono i giovani di oggi, quelli che cercano risposte, si impegnano, convivono con le preoccupazioni e provano a disegnare una prospettiva. A volte sono delusi e arrabbiati, ma mai vandali e predoni. In queste giornate, il nostro ringraziamento va alle donne e agli uomini delle Forze dell'ordine che, anche a rischio della propria incolumità, sono impegnati a garantire la sicurezza dei cittadini e delle nostre città, affrontando aggressioni e violenze inaccettabili. Non può esserci alcuna ambiguità nella condanna di chi trasforma il dissenso in violenza".
E.Carlier--JdB