Journal De Bruxelles - Cocktail già al mattino,nuova pericolosa moda dei giovani adulti

Cocktail già al mattino,nuova pericolosa moda dei giovani adulti

Cocktail già al mattino,nuova pericolosa moda dei giovani adulti

Oss. Mohre, rischi per il cervello in sviluppo. Allarme dipendenza

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Cocktail già alle 9 e 30 del mattino e durante le pause tra le lezioni: è la nuova, pericolosa, 'moda' che ha catturato gli studenti universitari, tanto che secondo l'Osservatorio Dipendenze Patologiche dell'Ausl di Ferrara vi è un raddoppio dei pazienti giovani (18-29 anni) nell'ultimo decennio: dal 4,7% nel 2015 al 9,5% nel 2024. La ricerca europea sugli stili di vita adolescenziali rivela che il 75% dei giovani tra 15 e 19 anni ha fatto uso di alcol, con la fascia 15-17 anni particolarmente esposta. Lo spritz, cocktail ad alto contenuto alcolico, è diventato il drink più richiesto al mattino, con un consumo che spesso non si limita a un singolo bicchiere, sostiene la Direttrice dell'Osservatorio mecico per la riduzione del rischio, Johann Rossi Mason che aggiunge: "il consumo di superalcolici in orario mattutino comporta conseguenze immediate sulla capacità cognitiva, compromettendo l'attenzione, la memoria e il rendimento" accademico, per di più col rischio di sviluppare dipendenza e patologie alcol-correlate, come il cancro. Particolarmente preoccupante è l'effetto dell'alcol su un cervello che, completando la sua maturazione intorno ai 25 anni, nei giovani adulti è ancora in fase di sviluppo". "Gli allarmi ignorati e l'inerzia cronica istituzionale, hanno consolidato normalizzazione di un fenomeno che pone l'alcol al centro di comportamenti di giovani e minori - avverte Emanuele Scafato, consulente Oms e membro dell'Advisory Board della Società Italiana di Alcologia. Spritz, vino, birra o cocktail consumati a qualunque orario non fa alcuna differenza rispetto al rischio e alle conseguenze che ne derivano, ma è opportuno soffermarsi su uno dei sintomi propri della dipendenza che si manifesta con la ricerca dell'alcol al mattino. E non è una novità che in Italia ci siano 1,2 milioni di consumatori 11-24enni a rischio, di cui la metà minori. Di tutti i 780mila consumatori con un disturbo da uso di alcol che necessitano un trattamento, solo 68mila riescono a essere intercettati e curati, il 93% resta fuori".

S.Lambert--JdB