Journal De Bruxelles - Caso Equalize, i pm di Milano chiedono il rinvio a giudizio per Eni

Caso Equalize, i pm di Milano chiedono il rinvio a giudizio per Eni
Caso Equalize, i pm di Milano chiedono il rinvio a giudizio per Eni

Caso Equalize, i pm di Milano chiedono il rinvio a giudizio per Eni

La società: 'Prive di fondamento le accuse alla base del provvedimento'

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La Procura di Milano, diretta da Marcello Viola, ha chiesto il rinvio a giudizio per Eni, iscritta in base alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti, nell'ambito del procedimento sul caso Equalize, che vede al centro presunti accessi abusivi a banche dati e report illegali. Inchiesta coordinata dai pm Eugenio Fusco e Francesco De Tommasi e condotta dai carabinieri del Ros. Il 'capitolo' del procedimento su Eni è relativo, in particolare, alla posizione del direttore affari legali Stefano Speroni, che è uno delle decine di imputati, tra cui l'ex numero uno di Equalize Enrico Pazzali, per i quali il prossimo 13 ottobre si aprirà una maxi udienza preliminare davanti alla gup Tiziana Landoni. Anche la posizione della società potrebbe essere valutata dalla giudice in quell'udienza preliminare, che durerà a lungo. "La Società considera prive di fondamento le accuse alla base del provvedimento, ribadisce la totale correttezza del proprio operato e del funzionamento del proprio modello organizzativo" afferma un portavoce Eni. "Eni - continua il portavoce - non era in alcun modo a conoscenza delle asserite condotte illecite di Equalize, tanto da mettere a disposizione delle stesse Autorità Giudiziarie, nel corso del tempo, gli esiti delle verifiche svolte al fine della tutela patrimoniale della Società stessa per cui tali verifiche erano state legittimamente promosse. Eni, dopo avere dato riscontro a ogni richiesta pervenuta dall'Autorità Giudiziaria, ha ricevuto l'avviso di conclusione di indagini preliminari immediatamente a seguire, senza che venisse espressa alcuna valutazione dall'organo inquirente circa la documentazione completa ed esaustiva messa a sua disposizione, e nemmeno fosse consentita alcuna forma di interlocuzione. La Società, pertanto, prende atto di una formulazione di colpa di organizzazione del tutto apodittica, non fondata sull'analisi delle procedure in vigore e totalmente scollegata dalla realtà fattuale, ed evidenzia l'assenza di collegamento con il reato presupposto contestato (per quanto ad oggi comprensibile)". Lo scorso maggio, i pm avevano notificato informazioni di garanzia a una ventina di società, iscritte per la legge sulla responsabilità amministrativa, tra cui Eni, Luxottica, Barilla, Erg e Heineken. E avevano acquisito documenti inerenti i modelli organizzativi e, in particolare, sulla prevenzione dei reati informatici. Nelle scorse settimane, poi, la Procura ha notificato a Eni l'avviso di chiusura indagini (non invece alle altre società iscritte, al momento) e nelle scorse ore, da quanto si è saputo, ha depositato la richiesta di processo.

G.Lenaerts --JdB