Journal De Bruxelles - Uva da tavola, export record sfiora il miliardo di euro, 60% è pugliese

Uva da tavola, export record sfiora il miliardo di euro, 60% è pugliese
Uva da tavola, export record sfiora il miliardo di euro, 60% è pugliese

Uva da tavola, export record sfiora il miliardo di euro, 60% è pugliese

Trainato dalle varietà senza semi, è il secondo pilastro dell'ortofrutta dopo le mele

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E' record per l'export dell'uva italiana che ha chiuso la campagna 2025 sfiorando il miliardo di euro, patrimonio frutticolo italiano subito dopo le mele. Vendite di un prodotto che per il 60% viene dalla Puglia, regione leader. Sono i dati presentati da Ismea in occasione della quarta edizione di 'Regina di Puglia', voluta dal Comune di Noicattaro nel Barese e sostenuta dalla rete "Le Terre dell'Uva", che comprende anche i comuni di Rutigliano, Mola di Bari, Casamassima, Castellaneta, Adelfia e Polignano a Mare. Valorizzare e diffondere la produzione è l'obiettivo della manifestazione appena conclusa, dove hanno partecipato buyer provenienti da otto Paesi europei e dagli Emirati Arabi e che ha visto il debutto di importatori olandesi e svedesi, oltre alle principali catene della Grande distribuzione organizzata. Il risultato delle vendite all'estero, per 973 milioni, segnala Ismea, si deve alla continuità produttiva dei due poli principali: la Sicilia tra maggio e giugno con le prime raccolte che coprono il 39% del mercato e la Puglia con il 55%, prima anche come superfici, che garantisce il prodotto fino all'inizio dell'inverno, concentrato nelle province di Bari, Taranto e Bat. A guidare questa crescita sono le varietà senza semi, sempre più diffuse in Puglia e ricercate dai consumatori, Secondo l'analista Ismea Mario Schiano Lo Moriello su base dei dati Ismea Niq, "questa affezione è molto evidente soprattutto nelle famiglie italiane con ragazzi sotto i 16 anni, la generazione alfa e nelle Regioni del Nord". Al momento non ci sono numeri esatti di questa produzione, ma secondo una stima di un'associazione pugliese, in Puglia la senza seme ha superato quella tradizionale sia come superficie investita sia come quantità prodotta. Molto promettente anche l'igp 'Uva di Puglia', una delle tre uve a indicazione a livello nazionale, un marchio con numeri ancora contenuti che, secondo l'analista, merita di entrare nella top 10 dei prodotti ortofrutticoli a denominazione di origine.

D.Mertens--JdB