Cgil, 'l'Italia senza politiche industriali, rischia il declino'
Si moltiplicano le vertenze: in un mese e mezzo 11 aziende e 7mila lavoratori in più
"Problemi profondi", "un processo di vera e propria deindustrializzazione", "interi territori si desertificano" e in aree come il Sud "la situazione diventa drammatica": è netto l'allarme che la Cgil lancia dalla sua assemblea nazionale delle delegate e dei delegati dell'industria, con la relazione introduttiva del segretario confederale Gino Giove: "Senza politiche industriali il Paese rischia il declino". Gli altri Paesi si muovono con un "ritorno alle politiche industriali", l'Italia è "senza strategia". Intanto, "le vertenze industriali raccontano il problema del Paese, "si moltiplicano", "dall'acciaio all'automotive, dalla chimica di base all'energia, fino al tessile e moda": quelle aperte al Mimit "coinvolgono 114 aziende (+11 da febbraio) e 138.469 lavoratori (+7.434 da febbraio), ed "è solo una parte della realtà".
S.Lambert--JdB