Casa, mercato solido ma con nuove fragilità nel 2025
Nomisma: 'Pesano credito, costi e incertezza macroeconomica'
Il mercato immobiliare italiano resta su un sentiero di crescita, ma mostra segnali di progressivo rallentamento dopo il picco raggiunto nella prima metà del 2025. È quanto emerge dall'analisi congiunturale presentata da Elena Molignoni, head of Real Estate di Nomisma, intervenendo al RE Italy Winter Forum 2026 di Confedilizia, in corso alla Borsa Italiana di Milano. Lo scenario macroeconomico presenta elementi di sostegno, come la bassa inflazione (1,5%), un clima di fiducia in miglioramento e tassi sui mutui ancora contenuti, al 3,30% a ottobre. Positiva anche la riduzione del divario tra salari e inflazione, che ha rafforzato la propensione delle famiglie all'acquisto di beni durevoli, la casa su tutti. Accanto ai fattori favorevoli, permangono tuttavia elementi di incertezza: la stabilità dei tassi da parte della Bce, i rischi legati ai dazi commerciali, l'aumento dei prezzi delle materie prime e un progressivo irrigidimento dei criteri di accesso al credito. Nel terzo trimestre 2025 si è inoltre registrata una lieve risalita dei tassi. A consuntivo 2025, Nomisma stima 771mila compravendite residenziali, con mutui erogati per 56,2 miliardi di euro. Il fatturato del mercato abitativo si attesta a 121,5 miliardi, mentre gli investimenti corporate raggiungono 11,5 miliardi. I prezzi delle abitazioni in ottimo stato crescono dell'1,3%, quelli dell'usato dell'1,9%, mentre i canoni di locazione segnano un +3,5%. Resta elevata la tensione tra costi di costruzione e prezzi di vendita, con una forbice in ampliamento che condiziona le strategie di investimento. Sullo sfondo, il piano europeo per la casa punta a colmare il deficit abitativo con 650mila nuove abitazioni l'anno, a fronte di un fabbisogno di 150 miliardi annui.
M.F.Schmitz--JdB